Seminari/ II ed.

Il Ciclo dei Seminari di tipo teorico e di tipo performativo sono stati tenuti da docenti universitari ed esperti e da musicisti, attori e danzatori, dando la possibilità di approfondire problematiche di ordine epistemologico, metodologico ed operativo del teatro sociale.

20 AGOSTO

Prima di dare inizio al Ciclo dei Seminari, il primo giorno della II edizione della Summer School è stato inaugurato da:

  • Provincia di Lecce, nella persona dell’Assessore Ernesto Toma
  • Comune di Carpignano, nella persona del Sindaco, Roberto Isola
  • Unione dei Comuni della Grecìa, nella persona del presidente, dott. Francesco Pellegrino
  • Università del Salento, nella persona del rettore, ing. Domenico Laforgia
  • Salvatore Colazzo, direttore scientifico della Summer School
  • Paolo Petrachi, coordinatore della Summer School
  • Maria Grazia Celentano, presidente di EspérO

Luigi Spedicato ha aperto il Ciclo dei Seminari con un intervento su “Il welfare è morto, viva il welfare! Oltre la crisi dei modelli: nuove strategie, nuovi attori, nuovi obiettivi”.


L’analisi parte dalla profonda crisi che attraversa oggi i sistemi di welfare: scarse risorse e crescenti vincoli di bilancio sugli Enti Locali. Questa crisi ha rilevanti conseguenze su sistemi di welfare che hanno già attraversato, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso e sino al primo decennio del Duemila, una lunga fase di riforme sociali. Questo è lo scenario con cui gli attori sociali ed istituzionali devono confrontarsi e che nell’ambito di un complessivo ripensamento teorico-metodologico degli studi sulle politiche sociali e di Welfare vede emergere una nuova direttrice, quella del cosiddetto “secondo welfare” o “welfare 2.0”. Dopo aver analizzato la portata della crisi e delle sfide, l’intervento propone alcune definizioni operativizzate del cosiddetto “secondo welfare”, rinnovando il nesso tra welfare, crescita e sviluppo.

Sono disponibili le videoriprese del seminario: parte Iparte II

21 AGOSTO

  • Il primo seminario della giornata è stato curato da Giovanni Invitto con il titolo “I carbonari di Calimera”.

Partendo da un romanzo del 2010, l’intervento illustra una consuetudine di Calimera i cui abitanti, fino al 1950, uscivano in gruppo andando oltre il brindisino per fare il carbone, si fermavano per mesi e poi tornavano al paese.

  • Il secondo seminario con il titolo “Problematiche valutative degli interventi di promozione della comunità” è stato curato da Salvatore Patera.

Il seminario affronta la questione teorica e metodologica dei processi valutativi di interventi di pedagogia di comunità, volti a favorire lo sviluppo dell’empowerment in gruppi e pertanto fondati sulla partecipazione. Diventa così indispensabile accedere a modalità coerenti di valutazione, che comunque pongono una serie di problematicità, che il Seminario si propone di evidenziare.

  • Il terzo seminario è stato curato da Fabio Musci che ha parlato di “Esperienza di edutaintment presso il Museo Storico delle Ferrovie di Puglia”.

L’intervento propone un caso di studio: Improvvisart e la sua Scuola di Improvvisazione Teatrale con l’Associazione Ionico Salentina Amici Ferrovie effettuano visite guidate al Museo storico delle ferrovie di Puglia in cui gli attori improvvisatori, con abiti d’epoca, interpreteranno vari personaggi che a sorpresa conducono i visitatori nella scoperta del Museo, delle sue storie e dei suoi treni. Il museo è ospitato nei capannoni delle ex-officine delle Ferrovie dello Stato. In esposizione troviamo alcuni rotabili storici, tra cui una locomotiva a vapore del 1911. Le enormi locomotive a vapore e i vagoni d’epoca sono tutti visitabili e alcuni di essi sono adibiti a sale espositive; le sale del museo ospitano, inoltre, ricostruzioni degli ambienti della stazione con in mostra oggetti un tempo utilizzati dai ferrovieri e plastici di stazioni salentine, italiane e americane.

22 AGOSTO

  • Franco Ungaro ha aperto la terza giornata della Summer School con un seminario dedicato a “Teatro e coesione sociale”.

L’intervento verte su esperienze, modelli e metodologie di azione teatrale con soggetti sociali marginali realizzati da Koreja in ambito locale e internazionale. In particolare verranno presentati e discussi il progetto “Scena Nomade”, realizzato da Koreja con la comunità rom di Smederevo in Serbia e il progetto/concorso EXTRA LECCE-RACCONTARE LA CITTA’ lanciato nell’ambito del “Teatro dei Luoghi – Fest 2013” rivolto a immigrati che si impegneranno a raccontare la città attraverso testi scritti e video. I partecipanti verranno inoltre accompagnati alla definizione di una idea progetto pertinente con il titolo dell’intervento e da proporre e realizzare in collaborazione con i Cantieri Koreja.

Sono disponibili le videoriprese del seminario: parte Iparte II

  • Successivamente, Angelo Carlo Licci ci ha parlato di “Mito e simbolismo: rilettura del Tarantismo secondo un modello quantistico. La etnomedicina omeopatica salentina. Descrizioni di alcuni casi clinici ovvero raccolta di storie vere”.

Una rilettura del tarantismo attraverso ciò che si può considerare neotarantismo ovvero epifenomeno della medicina convenzionale attuale: eccone una descrizione del “morso della taranta” attraverso la raccolta di casi che esprimono sofferenze umane compresse di persone residenti nel territorio salentino.

23 AGOSTO

La mattina è stata interamente dedicata a 4 seminari:

E’ una rilettura critica della Legislazione italiana sull’immigrazione e il confronto dei diversi Progetti culturali e politici relativi all’immigrazione. Colavero fa un’analisi di diverse esperienze e metodi di accoglienza e integrazione a livello nazionale, regionale e territoriale, illustrando proposte alternative sperimentate e in via di sperimentazione. Infine, conclude con delle letture ideologiche e prassi attuative del rapporto tra culture e comunità umane.

  • il secondo seminario è stato curato da Rosa Parisi con il titolo “Migrazioni, famiglie, cittadinanza”

I processi di globalizzazione, di transnazionalizzazione e di delocalizzazione, che caratterizzano le attuali forme migratorie, determinano anche i tempi, le modalità, le forme e le relazioni, nonché il modo di pensare e di concettualizzare la famiglia. La famiglia nelle sue varie forme ha costituito un’importante elemento di trasformazione dei progetti migratori da breve a lungo periodo e dei processi di costruzione delle appartenenze e di ricollocazione delle vite dei migranti nei paesi di provenienza di immigrazione. L’inasprirsi della crisi economica, le disuguaglianze di genere legate alle attività lavorative, le politiche neoliberali di precarizzazioni del lavoro e di clandestinizzazzione dei migranti più deboli influiscono sulle forme del fare famiglia. Diversa è l’andamento e la storia delle famiglie cosiddette miste che nel corso degli anni hanno visto un aumento consistente. L’intervento si è soffermato sulle coppie miste in Italia, in particolare sui processi di costruzione delle appartenenze nella sfera delle relazioni familiari e in quella pubblica della costruzione della cittadinanza, mostrando il forte legame tra l’ambito privato e quello istituzionale delle politiche statali.

L’animazione teatrale è nata come esuberante esplorazione del teatro verso e dentro gli ambiti più diversi per poi sedimentarsi e rendersi onnipresente ed efficace come servizio culturale. Riesaminare in sintesi la “parabola” della sua istituzionalizzazione permette di visualizzare tempi diversi e di esaminare due temi essenziali per chi si occupa oggi di “teatro sociale”: quello del rapporto tra “sopravvivenza” e “vita” del teatro e quello della combinazione ma anche contraddizione fra funzione sociale e senso o non senso dell’arte scenica.

  • infine, il quarto e ultimo seminario della giornata è di Bruna Filippi che ha presentato “L’origine moderna del teatro pedagogico”.

Dal 1580 la Compagnia di Gesù istituzionalizza la pratica teatrale nei suoi collegi. Il teatro viene così inserito nel processo di formazione dei propri allievi, non solo come sussidio didattico per raggiungere l’ideale della retorica classica del perfetto oratore ma come strumento per attivare, organizzare e dirigere le potenzialità della persona. Fondato sulla convergenza della religione e del sapere, il teatro religioso dei gesuiti rappresenta esempi edificanti di santi, martiri e principi cristiani, al fine di sollecitare negli attori e negli spettatori una conversione dello sguardo verso l’interiorità. Per descrivere questo complesso processo di vivificazione interiore, Bruna Filippi si è soffermata dapprima sui principi e i fondamenti della concezione cristiana della “scena gesuitica”, per poi riferirsi al modo in cui le drammaturgie gesuitiche formalizzano le “figure del sacro” e su come dispiegano nella successione delle azioni sceniche le diverse temporalità.

Sono disponibili le videoriprese del seminario: parte Iparte II

26 AGOSTO

Si sono svolti 3 seminari:

  • Katia de Abreu Chulata ha aperto il ciclo dei seminari con “Lo straniero nelle istituzioni: identità a confronto”

Se consideriamo che siamo “stranieri a noi stessi” (Kristeva) e che realizziamo la nostra identità simultaneamente a partire da noi e dagli altri (Freud, Lacan, Bachmann), possiamo analizzare il soggetto (noi e lo straniero da noi) e la (sua) identità come qualcosa di fluido, di negoziabile, di instabile. Partendo, dunque, da una concezione post-moderna di soggetto, di identità e di cultura, ha proposto un’analisi di questi concetti basata sulla costruzione di discorsi (S. Hall, Foucault, Pecheux, Arrojo, Coracini).

  • Elena Gonzalex Alfaya ha parlato di “Educazione interculturale, scuola e comunità”

Dopo una breve riflessione sui processi e gli approcci interculturali e multiculturali che si sono sviluppati negli ultimi anni, è stata presentata la maniera in cui questi sono evoluti e sono stati interpretati e in particolare è stato esposto l’approccio seguito in Spagna. Inoltre sono stati presentati diversi esempi e riflessioni su come gli approcci interculturali sono stati applicati alle diverse esperienze scolastiche al fine di creare un network tra la scuola e la comunità.

  • Antonella Rizzo ha focalizzato il suo intervento su “Rituali per una comunità irriverente: identità, riconoscimento e trasformazione nell’esperienza festiva”

Il seminario ha indagato, con una metodologia didattica partecipativa ed esperienziale, le valenze identitarie implicite nella dimensione del rituale extra-ordinario della festa, crocevia situato ed esemplare di molteplici piani di senso. L’osservazione sul campo diviene strumento
euristico, occasione di lettura e di riflessione condivisa di pratiche culturali incarnate, che creano ricorsivamente identità immobili eppure continuamente altre nell’eterno ritorno festivo, che è tempo in cui la comunità espone se stessa per riconoscersi.

27 AGOSTO

La comunità è stato il tema centrale dei tre seminari che si sono svolti durante la mattina del 27 agosto, in particolare:

  • Salvatore Colazzo ha parlato di “Pedagogia di comunità: principi teorici e criteriologia per l’intervento”
  • Franca Pinto Minerva ha discusso sul tema “Confini e sconfinamenti. Identità mutanti e pensiero migrante”

L’intervento ha tematizzato l’emigrazione come una condizione costante di individui, popoli
e culture nella storia dell’umanità. Soffermandosi sulle attuali situazioni di conflitto e sulle ricorrenti forme di razzismo strisciante, sono stati problematizzati i rapporti io-altro, dentro-fuori alla luce di una riflessione critica sui concetti di “confine” e “sconfinamento”. In prospettiva eminentemente pedagogica, si sono approfonditi le dimensioni della costruzione di identità in movimento, flessibili e plurali nonché di un pensiero migrante, capace di una permanente pratica di decentramento linguistico e cognitivo, affettivo e relazionale. Un pensiero in transito, in grado di
individuare analogie e differenze e di operare connessioni e reciproche traduzioni di parole,
pensieri, immaginari. Tutto questo, intrecciando storie e narrazioni, vicino e lontano, nella prospettiva di realizzare l’utopia di una solidarietà planetaria.

  • Sergio Tramma ha centrato il suo intervento su “Il bisogno di comunità nella contemporaneità: il territorio torna a essere ‘ la terra ‘ “?

Negli ultimi anni la “terra” sembra tornata a essere un soggetto importante nelle riflessioni riguardanti il destino della contemporaneità. I motivi di tale aumento d’interesse sono molti: il rilancio economico di alcune attività produttive, le differenziate reazioni alla globalizzazione, la cultura del ritorno all’essenziale e della decrescita, il localismo politico radicale, le mancate promesse della deindustrializzazione. Tutto ciò ha determinato un clima educativo diffuso che tende a ridimensionare il territorio come sistema “complesso”, limitatamente governabile, a favore di una “terra” intesa come sistema “semplice”, trattabile e prevedibile anche nelle sue imprevedibilità. Quali le prospettive, i chiaroscuri, le problematicità di tale processo? Di conseguenza, educare intenzionalmente alla “terra”?

28 AGOSTO

  • A. Chiara Scardicchio ha parlato di “La terra spinge. Fertilità (e sterilità) estetica nella formazione degli adulti

La ricerca pedagogica e didattica, tra “Logica e Fantastica”, necessita di una epistemologia che è un movimento: un pensiero che, come il corpo e con il corpo, sappia giocare. Non per questo rinunciando alla scientificità. La modalità simbolica nella formazione non è una modalità di packaging della conoscenza, giacché la forma immaginativa ed analogica è la forma stessa della conoscenza, nella sua identità naturale: la complessità. L’ “estetica della/nella conoscenza” è allora qui concepita e vissuta non solo come metodo ma anche e soprattutto come visione, non solo didattica ma sfondo epistemologico: prodigio di sottrazione dalla propria epifenomenicità. Fertilità. (L’intervento è constato di due parti: una frontale ed una laboratoriale)

29 AGOSTO

  • Lectio Magistralis di Nicola Savarese su “Migrazioni di popoli e nomadismo di attori”

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