Sepino (CB)

L’11 e 12 ottobre la Scuola di Arti Performative e Community Care si trasferisce a Sepino, in provincia di Campobasso per realizzare il nostro ‘baratto culturale’ con la comunità. Qui conosceremo da vicino l’impresa culturale-creativa JustMo’, che ci racconterà i progetti realizzati in questi anni sul territorio, fino al recente allestimento del Museo del Matese. Saremo presenti nel Festival dei Patrimoni Dispersi, per raccontare e far conoscere  l’Archivio Inventato e Partecipato “La cultura del tabacco” nell’ambito del workshop “Fare cultura: raccogliere, digitalizzare e condividere”

L’Archivio è un progetto di Fabbricare Armonie OdV, avviato nel 2023 sotto la direzione scientifica di Salvatore Colazzo, approvato e finanziato e nell’ambito del programma NextGenerationEU e del PNRR TOCC. Si tratta di un’azione articolata di pedagogia di comunità e di valorizzazione dei territori e dei loro patrimoni a cui sta collaborando il nostro gruppo di ricerca P.L.A.C.E. di cui lo stesso Salvatore Colazzo è componente. In quanto risorsa digitale partecipativa, l’Archivio consente di esplorare la storia e la cultura legate alla coltivazione e alla lavorazione del tabacco in Salento, documentando il profondo impatto di questo fenomeno su economia, società e paesaggio della regione.

IL FESTIVAL DEI PATRIMONI DISPERSI – dal 9 al 12 ottobre 2025

Il Festival promuove la raccolta, la digitalizzazione e la condivisione di patrimoni “dispersi” — fondi archivistici, memorie orali e patrimoni di piccole comunità — mediante pratiche di restituzione pubblica e percorsi di ricerca partecipata; tra i casi esemplari si segnala la storia e l’archivio di Michele Testa, oggetto di rientro simbolico in Molise. Le attività si svolgeranno presso Palazzo Tiberio, nuovo polo culturale articolato in tre assi tra loro complementari — SepinoHub (hub di comunità), MAT – Museo del Matese (spazio espositivo) e Archivio 20|XX (raccolte e fondi sonori e fotografici) — e presso il Parco Archeologico di Sepino, l’antico insediamento del paese.

Come Scuola condivideremo alcune peculiarità dei Messapi, abitatori delle terre salentine, custodite oggi presso il Museo Archeologico della Civiltà Messapicadi Vaste (Poggiardo, Lecce), mettendole in dialogo con le tracce dei Sanniti, antichi abitatori del matese, raccontate nel MAT di Sepino — due esperienze di valorizzazione dell’identità storica del territorio.

La Scuola di Arti Performative e Community Care si reca a Sepino (CB), un borgo di 1.800 abitanti, per un’esperienza di formazione e ricerca sulla vita delle piccole comunità italiane che resistono allo spopolamento attraverso iniziative culturali e sociali. L’evento, denominato “Attraversamenti”, si svolge l’11 e il 12 ottobre e si concentra sull’esempio di resilienza offerto da questa comunità molisana.

Di particolare interesse è l’impresa culturale-creativa JustMo’, fondata da archeologi e specialisti dei beni culturali per promuovere la crescita dei territori. La Scuola visiterà il Museo civico, allestito da JustMo’ nell’ex edificio scolastico, che dialoga con il Parco Archeologico della Sepino romana (Altilia) e mira a promuovere un turismo relazionale.

Sepino vanta una storia complessa, testimoniata da tre insediamenti. L’originario villaggio sannita, posto a quasi 1.000 metri di altitudine, fu sconfitto dai romani nel 293 a.C. e trasferito a valle. Qui sorse la città romana di Altilia, un importante centro commerciale i cui resti, tra cui il teatro, il foro, le mura e le terme, sono ancora ben conservati. Dopo la caduta dell’Impero e le incursioni saracene, nel IX secolo la comunità si spostò nell’attuale sito, raccogliendosi attorno alla Chiesa di Santa Cristina. A questa santa è legata una forte devozione, che culmina nella “Notte delle Campane” tra il 9 e il 10 gennaio, per ricordare l’arrivo delle sue reliquie nel 1099.
Il Museo civico si articola in tre sezioni:

  • Sepino Hub: uno spazio per le iniziative culturali della comunità.
  • Museo del Matese: un’area espositiva che celebra l’identità locale. Qui si commemorano due figure illustri: il medico Vincenzo Tiberio (1869-1915), che decenni prima di Fleming scoprì il potere battericida delle muffe, e l’editore Teodosio “Teo da Sepino” Capalozza (1895-1975), autore di libri innovativi per l’infanzia. All’interno si può anche ascoltare una registrazione del tradizionale “Canto della Passione”.
  • Archivio 20/XX: un centro per la conservazione di patrimoni archivistici e memorie orali, come il fondo del cantastorie Giuseppe Di Domenico.

Durante la visita, la Scuola parteciperà al “Festival dei Patrimoni dispersi”, un evento curato dall’antropologo Antonio Panelli per discutere di cultura come motore di sviluppo sostenibile. In questo contesto, verranno approfondite figure come l’antifascista Michele Testa e presentato uno spettacolo basato sulle memorie di Giuseppe Di Domenico. La Scuola, inoltre, condividerà l’esperienza dell’archivio digitale “La cultura del tabacco” nel Salento, evidenziando il ruolo delle donne nell’emancipazione lavorativa.

La residenza prevede anche uno scambio culturale eno-gastronomico: la Scuola approfondirà la conoscenza dei prodotti tipici di Sepino, come salumi, formaggi e il vino Tintilia, offrendo in cambio eccellenze salentine come il Negramaro e il Primitivo. L’obiettivo è creare un “baratto culturale” che includa anche la condivisione di ricette tradizionali e un invito a ricambiare la visita per scoprire la civiltà dei Messapi nel Salento.

Poster di Riccarda Boriglione