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n. 5 / Diario 11.08.2023

Questa giornata è dedicata all’incontro con Giusy Taticchi e Roberto Casciaro, la prima presidente della Consulta delle Associazioni di Ortelle-Vignacastrisi, il secondo presidente dell’Associazione Amici della Musica.

Siamo all’Open Space, abbiamo aperto le finestre, poiché fa caldo, ma c’è del vento, sicché bisogna scegliere se subire il caldo o essere esposti al vento. Difficile trovare un compromesso. Scegliamo il vento. Arriva Giusy; è una persona gradevole, con cui si dialoga agevolmente. Le illustriamo quest’idea del volere impegnare la comunità  in un percorso in grado di portare all’istituzione di un Ecomuseo. Le diciamo della nostra idea di rendere stabile la Scuola, in modo che diventi un pungolo per il territorio con le sue attività  e spinga il mondo delle associazioni, i gruppi informali e i singoli cittadini partecipi di un processo di crescita della comunità  attorno all’idea dell’Ecomuseo.
Lei ci racconta della Consulta, del nuovo logo che ha voluto affinché possa essere comunicativamente più efficace. Ci dice che si è insediata da poco, che le Associazioni che sono nella Consulta sono una dozzina, non tutte egualmente attive. C’è comunque il desiderio di offrire un proprio contributo alla comunità , e questo è un dato positivo. Si può di certo immaginare di coinvolgerle in questo processo di valorizzazione del patrimonio culturale della comunità .
Da qui rilanciamo e proponiamo una tavola rotonda con lei e le Associazioni per lanciare l’idea di Ecomuseo, per portarle a conoscenza del nostro progetto di Archivio inventato. La titolarità  del progetto è di Fabbricare Armonie, col pieno coinvolgimento della Scuola. Vogliamo mettere a fuoco la coltura/cultura del tabacco nel Salento.
Secondo la definizione rinvenibile in letteratura un Archivio inventato è un archivio digitale il quale assembla materiali di diversa natura e provenienza, estraendoli dai propri contesti originari per ricontestualizzarli in questo spazio virtuale. Ora, noi vogliamo costituire un Archivio inventato dedicato alla filiera del tabacco, per come si sviluppò nel Salento, a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento, con la coltivazione dei tabacchi “levantini” fino agli anni Ottanta del Novecento, quando il settore entrò in profonda crisi.
L’Archivio da noi immaginato ha carattere aperto e partecipativo, con ciò si intende dire che esso può essere incrementato grazie agli apporti “dal basso”, provenienti da coloro che ritengano di avere materiali coerenti con la natura dell’Archivio da mettere a disposizione per la pubblica fruizione.
La Scuola sarà  specificamente impegnata nella sezione didattica di cui si vuole dotare l’archivio. Conterrà  proposte, particolarmente qualificate, di Unità  di Apprendimento, che potranno costituire un repertorio a cui potranno attingere i docenti, ma anche un repository di “buone prassi”, da incrementare con una progettualità  didattica degli stessi docenti, che andrà  ad incrementare la sezione dedicata.
L’Archivio inventato è un tassello del costituendo Ecomuseo, il quale per esplicare tutte le sue possibilità  avrà  bisogno di tempo e di sinergie. Anche l’impegno dell’Amministrazione comunale sarà  importante, ma non decisivo, perché decisivo sarà  la condivisione della comunità  e questa va con molta pazienza costruita.
Ci lasciamo con l’idea di lanciare la tavola rotonda. Le faremo avere, come Scuola, una lettera formale in cui inviteremo, tramite la Consulta, tutte le Associazioni a partecipare a un momento di confronto sul tema “Verso un Ecomuseo di comunità “, un primo lancio di quest’opportunità  per sondare le loro percezioni.

Quando arriva Roberto è già  quasi tramontato il sole. Il vento si è placato. Gli “Amici della musica” – ci dice Roberto – sono nati per creare attraverso la musica la possibilità  di favorire momenti di socialità  ed opportunità  per i nostri bambini. Ortelle può dirsi in situazione di povertà  educativa, è un paesino con poche opportunità  educative, la presenza di una scuola di musica e l’opportunità  di suonare in banda può avere un senso. D’altro canto dalla nostra scuola – ci dice Roberto – è venuto su qualche allievo che poi ha voluto continuare gli studi musicali regolari.
Ci piacerebbe avere una sede stabile, adeguata alle nostre esigenze. Noi adesso siamo provvisoriamente appoggiati all’ex Istituto De Viti, che per ottant’anni fu orfanatrofio maschile e asilo nido, poi dismesso e diventato un IPAB sotto la giurisdizione della Regione Puglia.
Salvatore Colazzo ricorda di quando negli anni Ottanta del secolo scorso, giovanissimo, aveva svolto una supplenza presso la scuola media di Ortelle, che aveva sede dove poi nascerà  il Comune, ora in via di ristrutturazione per essere messa a disposizione delle Associazioni, in quell’occasione – egli ricorda – in ogni classe vi era qualche ragazzo ospite dell’istituto: spesso si trattava di figli di emigranti, che contavano di tornare nel giro di qualche anno in paese.
Sarebbe interessante – ci dice Roberto – capire quale sarà  la destinazione dell’Istituto, cosa se ne vorrà  fare, quale ruolo giocherà  la comunità . Essere perfettamente informati è la premessa di ogni attività  di partecipazione.
Sì certo, ecco converrà  forse sollecitare chi ha competenze sui destini dell’ex orfanatrofio a un momento di confronto con i cittadini per far loro sapere quali sono i progetti già  avviati e i successivi che interesseranno una struttura che anche da un punto di vista architettonico ha un suo significato.
Ma tornando agli Amici della Musica, cosa potremmo fare assieme? ci chiediamo, quale potrebbe essere il supporto della Scuola di Arti Performative agli Amici della Musica.
Il 30 di agosto – gli diciamo – abbiamo intenzione di dedicare un Seminario all’educazione popolare, ci piacerebbe parlare – tra l’altro – delle scuole musicali di avviamento alle pratiche bandistiche. Vorremmo una tua presenza, Roberto. Sì certo, ci sto.
Il vicino paese di Vitigliano ha anch’esso una Scuola di musica e una Banda. Sarebbe interessante poter immaginare delle sinergie, una collaborazione non episodica. Ciò darebbe maggior impatto al ruolo di alfabetizzazione musicale, ma anche di animazione socio-culturale che le due realtà  possono esprimere.
Noi abbiamo – gli diciamo – un’intensa collaborazione con Andrea Gargiulo, sin dal suo nascere abbiamo sempre sostenuto la sua idea di musica per l’inclusione, di orchestre sociali. Andrea ha cumulato una esperienza straordinaria con la sua associazione MusicainGioco, secondo noi sarebbe utile organizzare una Masterclass tenuta da Andrea per i ragazzi della scuola di musica e della banda degli Amici della Musica. Apriremmo la Masterclass a chiunque volesse aggiungersi.
L’idea piace a Roberto e ci accordiamo che una volta sentito Andrea relativamente alle sue disponibilità  di calendario, andremo a fissare i tre giorni da dedicare alla Masterclass in Community music.
Ormai su Largo San Vito è calato il buio, siamo ben oltre le ore 20,00, termine delle nostre attività . Abbiamo sforato: un buon segno.

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