
Oggi abbiamo deciso di dedicare la giornata a mettere ordine su quanto finora messo a punto, grazie agli spunti e agli scambi intervenuti nel processo di costruzione della Scuola, quale attivatore ed attore d’un costituendo Ecomuseo. Abbiamo un appuntamento con Corrado Russo, presidente di un’Associazione di volontariato, operante nel campo della promozione del territorio, attualmente dottorando all’Università di Bari, impegnato in una ricerca volta a definire un modello per la capacitazione delle comunità locali per incrementare la partecipazione e quindi la definizione condivisa di politiche e pratiche funzionali alla crescita sociale ed economica del territorio, in una logica di piena sostenibilità.

Appena aperto l’Open Space ci viene a trovare Antonio Chiarello. Scherziamo sul porco vitruviano di cui lui è autore, che ci tiene compagnia ogni giorno in questo luogo, spoglio. L’unica immagine con cui misurarsi il porco vitruviano, disegnato come Omaggio a Leonardo da Vinci nel 2019, per celebrare i 500 anni della morte.
Vuole ricordarci che alle 18,30 ci sarà la traslazione dell’appena restaurata statua di San Fortunato dalla Cappella di San Vito alla Chiesa matrice: alle 20,00 – ci dice -, al termine della Messa vi sarà, sul Sagrato, vi sarà un breve momento pubblico, in cui lui stesso dirà di come sia avvenuto il restauro. Ci vuole sollecitare alla presenza.


Arriva Corrado Russo, abbiamo una ampia chiacchierata sulle molte problematiche delle piccole comunità del Salento a rischio spopolamento, di quanto sia difficile trattenere i giovani. Recentemente il comune di Presicce-Acquarica ha emanato un bando: “Io resto a Presicce-Acquarica”, in cui l’Amministrazione Comunale ha deciso di impegnare risorse dal proprio bilancio allo scopo di sostenere iniziative imprenditoriali e professionali le iniziative di impresa e le attività professionali che contribuiscono allo sviluppo locale, agevolandole nelle attività di insediamento o di innovazione e ammodernamento. L’avviso pubblico si rivolge a chi intende tornare, restare o investire nel territorio di Presicce-Acquarica, finanziando progetti e iniziative d’impresa da avviare sul territorio comunale, ovvero da potenziare allo scopo di rendere più competitive le attività. Stabiliamo che faremo un Seminario pubblico in cui andremo a passare in rassegna quel che la letteratura internazionale e nazionale dice a proposito dei dispositivi atti a favorire la partecipazione. Si ritiene utile affiancare alla relazione principale di Corrado, una seconda relazione affidata ad Antonio Di Maglie.
Decidiamo che i Seminari sarà opportuno svolgerli in Piazza, sotto il Sedile, lì sarà più agevole per i cittadini poterli seguire.
Sentiamo al telefono Franca Pinto Minerva, che in passato è stata presente alla Summer School, dando dei significativi contributi. Le diciamo di come vogliamo far evolvere la Scuola: siamo in una fase costituente, stiamo raccogliendo idee, suggestioni, suggerimenti. Dice della sintonia con ciò che ci muove in quest’impresa. Le piacerebbe venire di persona e parlare ed esporre un costrutto che ha inserito in un lavoro che a breve sarà pubblicata: “scuola a cielo aperto”: un’idea di scuola molto meno ingessata di quella odierna, più libera nell’esplorare temi dell’attualità, capace di creare autentica motivazione. Bisognerà mettere assieme questa riflessione, l’idea di scuola che abbiamo in testa noi, la bella proposta di Zona Franca di Roberto Maragliano, le suggestioni di Lech Witkowski relative alla necessità di immaginare una pedagogia consapevole della complessità odierna, in grado di acquisire strumenti operativi per gestire, senza riduzionismi, questa complessità. Un Seminario da tenersi a settembre. Vedremo di combinarlo.
Sono le 18,30, una piccola folla si è adunata nei pressi della Cappella, arriva il parroco, una breve cerimonia, poi la statua esce dalla Cappella, c’è la banda, qualche fuoco di artificio, si avvia la processione. Ada documenta il momento.

Qualche altro po’ di lavoro: cerchiamo di completare la lista dei membri del Comitato scientifico. Sentiamo le persone che in passato sono state vicine alle attività della Scuola, dando un qualificato contributo. Vogliamo capire se intendono condividere con noi l’esperienza in cui ci stiamo imbarcando. Ci sentiamo con Antonio Palmisano, antropologo. Acquisiamo la sua disponibilità ad essere nel Comitato scientifico, a dare il suo contributo con suoi interventi. Ma soprattutto ci dice che si potrebbe immaginare un numero monografico di DADA (http://www.dadarivista.com/), la rivista che lui dirige, dedicato all’Ecomuseo, in cui verrebbe esposta la nostra idea, all’interno di un confronto a livello nazionale e internazionale. Bisognerà stilare una call. Poi – chissà come – il discorso scivola su Georges Lapassade, una nostra comune frequentazione nei decenni passati. Ci dice di avere delle audiocassette, in cui ha fissato qualche loro incontro scientifico. Se riuscirà a recuperarle, la Scuola si premurerà di digitalizzarle e inserirle nel suo Archivio/Biblioteca.
Abbiamo il tempo di un ulteriore scambio telematico. Lo facciamo con Aurora Savelli, una storica che fa parte dell’AIPH (Associazione Italiana di Public History): secondo noi ci sono i presupposti per un’efficace collaborazione. L’identità di una comunità deriva anche dalla sua storia, da come essa si rappresenta il suo passato, di come pensa di volerlo valorizzare, attraverso atti pragmatici. Questo incontro è stato interlocutorio, ne seguiranno altri, per un necessario approfondimento.
Sono ormai le 20,00, bisognerà spostarsi in Piazza San Giorgio.
Cosa che facciamo rapidamente. Siamo in anticipo: la cerimonia religiosa sta per finire. Sul sagrato Antonio sta finendo di allestire lo spazio.

Dieci minuti e si comincia. Antonio scorre delle diapositive. Ci dice che già trent’anni fa si era pensato di restaurare la statua di San Fortunato, che un tempo fu patrono o comunque protettore di Ortelle. Le condizioni per farlo si sono create due anni fa. Si sono trovate le maestranze idonee a procedere in tal senso. Si sono raccolti i fondi, all’incirca diecimila euro, presso la comunità parrocchiale e si è proceduto. Su un’antica foto di molti decenni addietro si è riusciti ad avere la testimonianza che la base di legno su cui la statua poggiava era ben diversa da quella presente. Era molto elaborata, intagliata con sapienza. Partendo da lì si è riusciti a rifarla, grazie all’abilità degli artigiani che si sono applicati. Si è capito che era ricoperta con foglia d’oro. Per la statua, ripulendola, si sono ritrovati i colori originari, molto differenti. Con lunga fatica si è ripristanato lo stato originario. La statua risale al Settecento, è di buona fattura, riprende gli stilemi della scuola napoletana.
Abbiamo uno scambio con qualcuno dei presenti, con Cici Urso tra gli altri, un amministratore, che da sempre ci ha seguiti e sostenuti. Persone ci chiedono quando avremo modo di stare in piazza come negli anni passati, ci manca questo momento, ci dicono. Li rassicuriamo: abbiamo intenzione di riprendere le attività della nostra scuola, anzi saremo più presenti in passato.


