Chi siamo

Un po’ di storia…

Nel 2012 nasciamo come Summer School di Arti performative e community care, da un’idea e per iniziativa di Salvatore Colazzo e Ada Manfreda e realizzata nel corso degli anni da EspérO, già spinoff dell’Università del Salento, poi azienda innovativa di ricerca applicata nel campo della formazione e dell’educazione.

Per tredici edizioni, sul finire dell’estate, abbiamo proposto un’esperienza immersiva e residenziale, della durata di una settimana, di grande emozionalità e di grande impatto formativo nel Salento più intenso e rurale, mettendo in stretto contatto la comunità provvisoria di apprendimento dei partecipanti con le piccole comunità ospitanti dell’area del Salento sud-orientale. In ogni edizione abbiamo proposto un tema, tratto dal corposo materiale di ricerca sul campo che anno dopo anno realizziamo per e con le comunità territoriali, generando anno dopo anno un intenso scambio relazionale, responsabile e riflessivo, tra la comunità locale e quella provvisoria della Summer School. Tutto è narrato e documentato dettagliatamente sia nella pagina Documenti sia accedendo alle singole annualità dal menu “Edizioni“.

Nell’agosto 2023 abbiamo avviato una partnership con l’Università Telematica Pegaso, sensibile al supporto tecnologico e alla innovazione digitale delle comunità di aree interne, o marginali o periferiche sparse nelle regioni italiane. La partnership si è ulteriormente consolidata e strutturata nel 2024 in quanto l’Università ha adottato la Summer School di Arti performative e community care inserendola nelle sue attività istituzionali di Terza Missione. Nel 2023 inoltre abbiamo lanciato il progetto comunitario partecipato dell’Ecomuseo di Comunità, un processo istituente ancora in corso.

Nel 2025 abbiamo deciso di estendere il programma delle nostre azioni e di distribuirle lungo tutto l’anno.


Come lavoriamo: il nostro metodo

La Scuola fonde alta formazione, ricerca-azione, attivazione comunitaria e produzione culturale, con esperienze dirette sul campo. Il coinvolgimento sistematico e nel tempo, dal basso, dei gruppi e dei singoli testimoni della comunità sui temi dello sviluppo, del patrimonio culturale materiale e immateriale, della messa in valore delle risorse territoriali, del nesso memoria-progetto, passato-futuro, ci caratterizza come un vero e proprio cantiere permanente di public engagement.

Il nostro metodo si basa su un’interazione continua tra ricerca, formazione e intervento sul campo, seguiamo la filosofia dell’open learning e della citizen science. Non trasmettiamo saperi accademici già costituiti. Attiviamo un processo di co-ricerca che coinvolge attivamente i partecipanti alla Scuola, il nostro team, i membri della comunità, gli attori territoriali.

Adottiamo uno specifico modello metodologico (denominato ACL®), frutto della ultradecennale sperimentazione condotta da un gruppo di ricerca coordinato da Salvatore Colazzo e Ada Manfreda nei territori delle piccole comunità del Salento sud-orientale.
Si caratterizza per:

  • sviluppo della comunità: creazione di reti e valorizzazione delle risorse locali, materiali e immateriali (storia dei luoghi, cultura orale, produzioni locali, tipicità agroalimentari, patrimonio culturale letterario, artistico, ambientale);
  • ricerca partecipata: coinvolgimento attivo della comunità nel processo di ricerca (mappatura, emersione, riconoscimento, riflessività, messa in forma);
  • arti performative: utilizzo di linguaggi creativi, di strumenti  della multimedialità, delle performing art, come metodi di partecipazione, trasformazione sociale e transizione digitale in chiave comunitaria.

La Scuola, oltre che perseguire obiettivi di formazione e ricerca, si propone di avere un impatto sociale, contribuendo a:

  • Accrescere la consapevolezza e sviluppare la capacità delle comunità locali, degli enti locali e degli operatori di Terzo settore a riconoscere e valorizzare le risorse culturali e sociali del proprio territorio, per una progettualità che sappia fondarsi nella consapevolezza della storia dei luoghi.
  • Incrementare l’accesso alla conoscenza e all’apprendimento in contesti non formali.
  • Migliorare il benessere psico-fisico e sociale dei partecipanti e della comunità.
  • Migliorare l’inclusione sociale e contrastare forme di emarginazione.
  • Realizzare forme diffuse di apprendimento permanente.
  • Organizzare e offrire proposte culturali a libero accesso, aperte a tutta la comunità, di pubblica utilità e in contrasto alla povertà educativa e per una crescita culturale del territorio.

La nostra identità

La Scuola coinvolge esperti ed artisti di altissima professionalità e chiara fama, selezionati da un Comitato Scientifico appositamente costituito e presieduto dalla direzione scientifica della Scuola. Una équipe di ricercatori sociali, con esperienza pluriennale nel campo dei community studies, facilitano i processi di ricerca partecipata e sviluppano metodologie innovative per la mappatura dei bisogni, l’analisi e la co-progettazione territoriale. Ad essa si aggiungono:

  • Performer: registi, musicisti, attori e drammaturghi che guidano i laboratori creativi, trasformando il materiale etnografico e culturale in narrazioni e performance coinvolgenti e significative.
  • Facilitatori di comunità: esperti in pedagogia, mediatori culturali e architetti, creano connessioni tra gli abitanti, promuovendo il dialogo intergenerazionale e interculturale e la partecipazione.
  • Operatori culturali ed esperti: curatori, organizzatori di eventi e scienziati, animano le attività pubbliche e condividono le loro conoscenze su temi cruciali come lo sviluppo locale, la sostenibilità e la governance dei territori.
  • Testimoni privilegiati delle comunità: artigiani, custodi di saperi orali, figure di riferimento che rappresentano la cultura dei luoghi, offrono la loro memoria, il loro fare, la loro esperienza, per un contatto profondo con i territori.

Arti performative e narrazione

Nella nostra visione, le arti performative non sono il fine, ma il mezzo. La musica, il gesto, la danza e la parola narrata sono il linguaggio che utilizziamo per implicare gli attori sociali e tutti i partecipanti nelle nostre esperienze. Attraverso la creatività, puntiamo a far maturare nuovi livelli di consapevolezza, sviluppare progettualità e coltivare l’immaginazione sociale necessaria per pensare il futuro. I media digitali sono nostri alleati per dar forma alle drammaturgie comunitarie costruite durante i laboratori performativi e narrativi della Scuola, facendole diventare performance di teatro-musica, video-narrazioni, installazioni fotografiche.


Per un approfondimento rinviamo alla sezione Documenti di questo sito.