Il sapere è convivialità. Gioiosa e partecipe condivisione; crea relazioni e promuove la creatività, nella convinzione che la questione umana per eccellenza è il “senso”.
L’espressione “annodiamo i fili” sintetizza il processo di recupero e sistematizzazione di tutti i differenti prodotti mediali narrativi realizzati dalla Scuola, gli elementi raccolti e prodotti, che verranno cuciti assieme nell’evento finale della Scuola. Una performance che vedrà convergere canali espressivi differenti nella costruzione di un artefatto complesso, in grado di dare il senso della ricchezza di stimoli ricevuti, soprattutto di carattere sensoriale, di recuperare le narrazioni avute in dono, di dare la quintessenza delle riflessioni in cui si è trovati impegnati per interpretare quanto raccolto. Proiezioni, videomapping e altre soluzioni digitali non saranno mero sfondo dell’evento performativo, ma diventeranno elementi attivi della composita narrazione che tutti i componenti della Scuola (esperti, formatori, partecipanti) saranno chiamati a creare collettivamente.

La restituzione avverrà a Ortelle (Le) il 13 giugno 2026 e a Poggiardo (Le) il giorno successivo. L’intenzione è quella di dare il senso di ciò che è stato fatto, di ciò che è stato scambiato, di quello che è stato raccolto. Il tutto per rilanciare e approfondire il processo in fieri di costituzione dell’Ecomuseo delle Comunità del Salento sud-orientale. La restituzione prevede anche una Cena di comunità con la realizzazione, a cura dell’Istituto Alberghiero di Santa Cesarea Terme (Le), delle ricette che le comunità visitate avranno donato alla Scuola: un viaggio del gusto che ripercorrerà gli “Attraversamenti” fatti durante un intero anno di ricerca e di formazione. Nella serata del 14 giugno a Poggiardo vi sarà la consegna del Premio “Narrare i territori”.

