Narrazioni dal territorio per il territorio

🪐Giovedì 24 e Venerdì 25 ottobre siamo stati nella Fiera di San Vito con due laboratori dedicati agli studenti delle scuole di Ortelle e Santa Cesarea.

Venerdì 25 ottobre 2024 all’interno della tradizionale @fieradisanvito gli studenti e le studentesse delle classi seconda e terza della Scuola secondaria di primo grado di Ortelle e delle classi quarta e quinta del Polo Tecnico del Mediterraneo “Aldo Moro” di Santa Cesarea Terme sono stati coinvolti nel laboratorio “Narrazioni dal territorio per il territorio”, condotto da Eleonora Greco con la collaborazione di Maria Ratta, Caterina De Marzo e Riccarda Boriglione, dottorande del Laboratorio di Ricerca Unipegaso-Espéro P.L.A.C.E. (Participatory Local Action for Community Empowerment), e il GAL Porta a Levante e Confartigianato Imprese Lecce.
Abbiamo accolto gli studenti nell’Open Space ‘Luigi Martano’ di Ortelle, dove la mostra fotografica di Carlo Elmiro Bevilacqua, “Dello spopolamento e di chi resta”, allestita per l’occasione, ha fatto da cornice ideale per aprire un dialogo tra studenti e giovani agricoltori e artigiani del territorio. Vincenzo Vadrucci, Rossella Stefano, Mattia Sansò e Maria Antonietta Orlando hanno raccontato le sfide e le opportunità di artigiani e agricoltori e di come poter contribuire al tessuto sociale ed economico locale, permettendo agli studenti di comprendere cosa significa scegliere di esercitare la restanza e valorizzare il proprio territorio. Dopo un primo momento di ascolto e di interazione, agricoltori, artigiani e studenti, divisi in quattro gruppi, sono stati invitati a realizzare una linea del tempo collettiva per costruire il presente, immaginare il futuro del proprio territorio e quale ruolo ciascuno può avere in esso. L’artefatto è diventato uno strumento di espressione creativa, in cui ognuno ha contribuito con parole chiave, disegni, simboli e frasi, esprimendo la loro percezione rispetto al territorio che abitano.
Questa esperienza si inserisce nel processo avviato “Verso un Ecomuseo di Comunità”, guardando ai giovani che si muovono nei margini del nostro paese e al protagonismo che rivestono, e possono assumere, rispetto allo sviluppo sociale ed economico di questi territori.