“Come la mia ricerca intercetta i temi della Summer School: le proposte dei dottorandi”
09 settembre 2024 – 10,00-13,00 | Prima sessione
Presiede: prof.ssa Laura Agrati
Luigi Lemme – Dottorando in Digital Transformation – Università Telematica Pegaso
il ruolo della trasformazione digitale nella valorizzazione del capitale naturale
Il presente contributo si propone di indagare se e come la trasformazione digitale può concorrere alla rigenerazione delle aree interne del nostro paese, carenti di infrastrutture e servizi, con un tessuto imprenditoriale debole e frammentato, caratterizzate da fenomeni di invecchiamento della popolazione e spopolamento, ma anche ricche di risorse ambientali e culturali. L’utilizzo sempre più frequente di tecnologie abilitanti sta chiaramente modificando il rapporto tra cittadini e aree urbane, costituendo un elevato potenziale in progetti di sviluppo e contribuendo a mitigare le differenze esistenti tra i vari territori, favorendo lo sviluppo dei centri più svantaggiati e lontani dal centro.
La trasformazione digitale può rappresentare il volano per promuovere il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità, purché vi sia un cambiamento nel pensiero, nei valori e nelle azioni da parte di tutti, passando da un modello economico e sociale basato sullo sfruttamento intensivo delle risorse ambientali, ad uno che impiega, tutela e valorizza il capitale naturale, ponendolo alla base del modello di sviluppo.
Riferimenti bibliografici
Ceglia, I. (2024). Integrazione dei temi di sostenibilità dell’Agenda 2030 nelle strategie aziendali: Literature Review e Content Analysis con NVivo
Capece, S., Chivăran, C., Giugliano, G., Laudante, E., Nappi, M. L., & Buono, M. (2024). Advanced systems and technologies for the enhancement of user experience in cultural spaces: An overview. Heritage Science, 12(1), 71
Lampreu S. (2022). La strategia degli smart villages per la valorizzazione delle aree rurali. Una possibile applicazione in Sardegna”, in S. Battino (Cur.) Il turismo per lo sviluppo delle aree interne. Esperienze di rigenerazione territoriale (pp. 61-80). EUT Edizioni Università di Trieste.
Maria Ratta – Dottoranda in Equity, Diversity and Inclusion – Università Telematica Pegaso
Valorizzare il patrimonio culturale locale delle aree marginali e connettere i con-testi formativi attraverso il Patto Educativo di Comunità
L’attenzione verso le aree marginali stimola la riflessione sulla prospettiva da cui si vuole narrare la marginalità e sul modo in cui la si vuole abitare. Attraverso la promozione di azioni bottom up, tali aree possono divenire luoghi di creatività e potere, in cui rimettere in gioco le risorse naturali del territorio e valorizzare il patrimonio “vivente” fatto di memorie, tradizioni e pratiche, in una chiave trasformativa e rispondente alle esigenze sociali ed economiche del presente. In tale processo, la definizione di un modello di Ecomuseo può configurarsi come strumento per incrementare la capacitazione della comunità e come dispositivo volto a sollecitare i suoi membri ad una lettura profonda del territorio, delle sue peculiarità e di come interagire con esse per realizzare una forma di sviluppo comunitario sostenibile.
Il mio progetto di ricerca si inserisce all’interno di questa cornice, circoscrivendo il focus ad una fascia particolare della comunità, ovvero quella riguardante i bambini, per individuare metodologie e strumenti partecipativi più funzionali al loro coinvolgimento nei processi di governance del territorio e nella fruizione attiva di questi, mediante un’interazione significativa con il paesaggio naturalistico, con le microstorie e le realtà produttive che lo caratterizzano. La ricerca può contribuire a supportare i processi di innovazione sociale attraverso la definizione di un modello di Patto Educativo di Comunità che mira alla rimodulazione del rapporto tra scuola e territorio, conducendo al riconoscimento della valenza educativa di quel patrimonio “vivente” e ad una co-progettazione delle attività formative e culturali, nell’ottica di un sistema formativo allargato.
Riferimenti bibliografici
De Bartolomeis, F. (2018). Fare scuola fuori della scuola. Aracne Editrice
Del Gobbo, G., Torlone F., Galeotti, G. (2018). Le valenze educative del patrimonio culturale. Riflessioni teorico-metodologiche tra ricerca evidence based e azione educativa nei musei. Aracne Editrice
Mangione, G.R.J, Cannella, G., Parigi, L., Bartolini, R. (2020). Comunità di memoria, comunità di futuro. Il valore della piccola scuola. Carocci
Eleonora Greco – Dottoranda in Equity, Diversity and Inclusion – Università Telematica Pegaso
Il Neoruralismo: una chiave di lettura per il protagonismo dei giovani nelle aree marginali
Da decenni le aree marginali e periferiche italiane sono coinvolte in intensi processi di spopolamento, impoverimento economico, desertificazione dei servizi essenziali. Nonostante tali tendenze, si configurano come spazi di possibilità e laboratori in vivo di saperi, culture e pratiche in cui sperimentare nuovi modelli inediti fra lo sviluppo economico e lo sviluppo di comunità. Le strategie di ripopolamento e restanza nei centri minori sono sempre più orientate a individuare ipotesi praticabili di sviluppo locale nella filiera (neo)agricoltura-artigianato-cultura-turismo per contrastare l’abbandono da parte delle nuove generazioni. Come avvicinare i giovani al patrimonio culturale locale dei saperi artigiani e rurali per favorire il passaggio intergenerazionale e creare sviluppo? La presente relazione intende porre l’attenzione sul fenomeno del neoruralismo come chiave interpretativa per rispondere a tale sfida, delineandone criteri e metodi. Il neoruralismo, attraverso le diverse forme di auto-organizzazione e di protagonismo rurale, promuove il recupero e la rilettura dei saperi, integrandoli con le nuove tecnologie e approcci innovativi nella prospettiva di generare innovazione sociale e uno sviluppo sostenibile.
Riferimenti bibliografici
Colazzo, S., & Manfreda, A. (2019). La comunità come risorsa. Epistemologia, metodologia e fenomenologia dell’intervento di comunità. Armando Editore.
Corti, M. (2007). Quale neoruralismo? L’Ecologist Italiano, 7, 168-186.
De Rossi, A. (Cur.). (2018). Riabitare l’Italia. Le aree interne tra abbandoni e riconquiste. Donzelli editore.
Magnaghi, A. (2020). Il principio territoriale. Bollati Boringhieri.
Van der Ploeg, J.D. (2015). I nuovi contadini. Le campagne e le risposte alla globalizzazione. Donzelli Editore.
09 settembre 2024 – 15,30-18,00 | Seconda sessione
Presiede: dott.ssa Elisabetta De Marco
Donatella Ciarmoli – Dottoranda in Digital Transformation – Università Telematica Pegaso
Avatar customization to identify personality traits
La devianza sociale è un comportamento che viola le norme, i valori e le aspettative condivise dalla società o da un gruppo sociale. Non è necessariamente sinonimo di illegalità, può anche includere azioni che sono legali, ma considerate moralmente o eticamente inaccettabili dalla società. Fattori individuali, sociali, economici e culturali ne aumentano la probabilità di svilupparsi. Il rischio di incorrere nella devianza è più alto in contesti caratterizzati da povertà, disuguaglianza, disgregazione familiare e mancanza di coesione sociale.
La relazione tra devianza sociale, spopolamento e impoverimento economico e sociale è complessa e interconnessa. Questi fenomeni si influenzano reciprocamente, creando cicli di declino che possono aggravarsi nel tempo, particolarmente in aree già vulnerabili. Soprattutto nelle comunità più piccole e in cui si riflettono fenomeni di spopolamento, i legami sociali si indeboliscono. Le reti di supporto e controllo sociale, che normalmente dissuadono le persone dal deviare dalle norme, si frammentano, rendendo più facile l’emergere di comportamenti devianti. Lo studio dei tratti di personalità in un contesto sempre più dominato dall’uso delle nuove tecnologie, dei mass media e dei social network, risulta sempre più rilevante. Pertanto, valutare l’antisocialità e i tratti di personalità attraverso l’uso di avatar è un’area emergente della ricerca psicologica e comportamentale. Gli avatar, che sono rappresentazioni digitali di persone in ambienti virtuali, offrono un modo innovativo per studiare e valutare i tratti di personalità e i comportamenti antisociali in un contesto controllato e sicuro.
Riferimenti bibliografici
Jonason, P. K., & Zeigler-Hill (2015). The Dark Side of Personality: Science and Practice in Social, Personality, and Clinical Psychology. APA.
Blascovich, J., & Bailenson, J. N. (2011). Infinite Reality: Avatars, Eternal Life, New Worlds, and the Dawn of the Virtual Revolution. WM.
Antonio Papa – Dottorando in Digital Transformation – Università Telematica Pegaso
On Integrating Time-Series Modeling with Long Short-Term Memory and Bayesian Optimization: A Comparative Analysis for Photovoltaic Power Forecasting.
The objective of this study is to explore the potential advantages of combining statistical modeling with Long Short-Term Memory (LSTM) and Bayesian Optimization (BO) algorithms for time-series forecasting in the context of Photovoltaic Power Forecasting (PVPF) implementation with limited input information. Our analysis revealed that integrating these methods resulted in more accurate forecasting outcomes than using each method separately.
References
Hao, F., & Shao, W. (2021). What really drives the deployment of renewable energy? A global assessment of 118 countries. Energy Res. Soc. Sci., 72, 101880.
Wang, J., & Azam, W. (2024). Natural resource scarcity, fossil fuel energy consumption, and total greenhouse gas emissions in top emitting countries.
Geosci. Front, 15, 101757.Abdulla, H., Sleptchenko, A., & Nayfeh, A. (2024) Photovoltaic systems operation and maintenance: A review and future directions. Renew. Sustain. Energy Rev, 195, 114342.
Wang, Q., Paynabar, K., & Pacella, M. (2022) Online automatic anomaly detection for photovoltaic systems using thermography imaging and low rank matrix decomposition. J. Qual. Technol, 54, 503–516.
Mellit, A., Massi Pavan, A., Ogliari, E., Leva, S., & Lughi, V. (2020). Advanced methods for photovoltaic output power forecasting: A review. Appl. Sci, 10, 487.
Caterina De Marzo – Dottoranda in Digital Transformation – Università Telematica Pegaso
Innovazione tecnologica e innovazione sociale nelle aree interne: la Smart Heritage Community come occasione per lo sviluppo locale
Nel panorama attuale, si osserva un crescente interesse nazionale per le politiche volte alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio culturale nelle aree interne, caratterizzate da spopolamento, riduzione dei servizi, denatalità e scarsa accessibilità. Queste aree, ricche di risorse naturali e culturali, necessitano di azioni bottom up per la loro valorizzazione. In tale processo, la definizione di un modello di Ecomuseo, concepito come progetto sociale avviato e gestito dalla comunità, può fungere da efficace strumento di governance territoriale. L’integrazione delle tecnologie digitali rappresenta un’ulteriore opportunità per potenziare tale processo. La mia ricerca, a tal proposito, mira a esaminare come le tecnologie possano infrastrutturare una comunità impegnata nella creazione di un ecomuseo, con l’intento di promuovere una Smart Heritage Community. L’obiettivo è valutare come questa possa rappresentare un’opportunità strategica per affrontare le sfide delle aree fragili. Attraverso l’analisi di casi studio, si esplorerà come la digitalizzazione applicata ai processi di patrimonializzazione possa stimolare la partecipazione attiva, migliorare la coesione sociale e promuovere lo sviluppo locale. Può giovare una ricognizione delle tecnologie che oggi potrebbero essere prese in considerazione per realizzare una Smart Heritage Community.
Riferimenti bibliografici
Bonomi, M., & Masiero, R. (2014). Dalla smart city alla smart land. Marsilio Editori.
Vianello, M. (2013). Smart Cities. Gestire la complessità urbana nell’era di Internet. Maggioli Editore.
Zane, M. (2022). Breve guida. La valorizzazione culturale 4.0. Le tecnologie cross-mediali al servizio del patrimonio culturale. Editoriale Scientifica.
10 settembre 2024 – 16,30-19,00 | Terza sessione –
Presiede: prof. Demetrio Ria
Grazia Neglia – Dottoranda in Digital Transformation – Università Telematica Pegaso
il ruolo della trasformazione digitale nello sviluppo locale
Le attività di ricerca, relative all’utilizzo di strumenti digitali per la salvaguardia del patrimonio culturale, hanno messo in evidenza l’importanza del coinvolgimento della società civile nel suo processo di tutela, recupero e valorizzazione. Tale approccio può essere replicato anche in contesti più marginali e periferici. Le comunità locali, infatti, oltre a tutelare e valorizzare le proprie tradizioni, possono diventare i principali interpreti del cambiamento, garantendo ai territori nuova vita e opportunità. Trasformazione Digitale e tecnologie digitali possono contribuire concretamente al benessere delle comunità, allo sviluppo di nuove idee e alla creazione di network a livello locale, nazionale e internazionale, per implementare ecosistemi in grado di favorire e supportare l’innovazione e l’inclusione sociale e digitale delle comunità coinvolte.
Riferimenti bibliografici
Zerrer, N., & Sept, A. (2020). Smart villagers as actors of digital social innovation in rural areas. Urban Planning, 5(4), 78–88
Manapa Sampetoding, E. A., & Er, M. (2024). Digital transformation of smart village: A systematic literature review. Procedia Computer Science, 239, 1336–1343
Zahrah, F., & Dwiputra, R. (2023). Digital citizens: Efforts to accelerate digital transformation. Jurnal Studi Kebijakan Publik, 2(1), 1–11
Stojanova, S., Cvar, N., Verhovnik, J., Božić, N., Trilar, J., K inos, A., & Stojmenova Duh, E. (2022). Rural digital innovation hubs as a paradigm for sustainable business models in Europe’s rural areas. Sustainability. 14(21), 14620
Zavratnik, V., Superina, A., & Stojmenova Duh, E. (2019). Living labs for rural areas: Contextualization of living lab frameworks, concepts and practices. Sustainability, 11(14), 3797
Riccarda Boriglione – Ricercatrice EspérO
tecnologie Avanzate e Service Design per la Co-Progettazione e Sviluppo Comunitario
Partendo dallo studio dell’ecomuseo, che integra il patrimonio culturale nella vita quotidiana della comunità tramite un approccio partecipativo, il progetto di ricerca mira a sviluppare tecnologie avanzate per co-progettare un ecomuseo a Ortelle, un piccolo comune del Salento con posizione periferica e economia agricola.
L’obiettivo è migliorare l’esplorazione sensoriale del territorio e ottimizzare la partecipazione comunitaria con un portale ecomuseale interattivo. La definizione partecipativa del design tecnologico coinvolgerà ricercatori sociali, il Comune, associazioni e cittadini, seguendo l’approccio del service design. Questo approccio valorizza il service designer come catalizzatore dell’innovazione sociale, promuovendo co-creazione e coinvolgimento attivo della comunità. Il service designer facilita l’interazione tra i vari livelli sociali, identifica bisogni locali trascurati e sviluppa soluzioni sostenibili, migliorando la qualità dei servizi pubblici e stimolando lo sviluppo. Il progetto mira a rafforzare la coesione sociale, valorizzare il patrimonio e creare nuove opportunità economiche e culturali per Ortelle, rendendo la tecnologia chiave per l’innovazione e la crescita comunitaria.
Riferimenti bibliografici
Di Modugno, C., & Magistro G. (2024). Passaggi di futuro: Storie di cittadinanza attiva in Puglia. Edizioni La Meridiana.
Filippi, F., & Benelli, E. (2019). Service Design. Un servizio per la comunità. Università degli Studi di Firenze.
Germak, C. (2008). Uomo al centro del progetto Design per un nuovo umanesimo. Umberto Allemandi & C.
Jégou, F., & Manzini, E. (2008). Collaborative services: Social innovation and design for sustainability. Edizioni POLI.design.
Lotti, G. (2013). Territori & connessioni. Design come attore della dialettica tra locale e globale. ETS.
Tassi, R. (2019). #Service designer. Il progettista alle prese con sistemi complessi. Franco Angeli.
Villari, B., (2013). Design e territorio. Quando l’oggetto progettuale del design è il capitale territoriale. Libraccio editore.
Mariaconcetta Mangia – Dottoranda in Digital Transformation – Università Telematica Pegaso
La sanità del futuro: AI applicata al FSE
L’e-Health facilita l’inclusione socio-economica e l’uguaglianza, la qualità della vita e l’empowerment del paziente attraverso la trasparenza nell’accesso ai servizi e alle informazioni. Il FSE è in Italia il principale strumento di e-Health. Il FSE, nato dal processo di dematerializzazione della documentazione sanitaria, permette al cittadino di accedere in qualsiasi momento ai propri dati sanitari, condividere le informazioni con il proprio medico, prenotare visite mediche online, consultare referti. In Puglia sono stati stanziati trenta milioni alle strutture sanitarie private per ridurre i tempi di attesa per visite specialistiche, esami diagnostici e prestazioni sanitarie. Il FSE semplifica l’accesso sul territorio nazionale al fine di poter disporre di cure migliori e personalizzate. Implementare il FSE applicando l’AI con il metodo gamification incrementa l’innovazione. Lo scopo è offrire servizi di qualità mediante la collaborazione tra ospedale e strutture private ottimizzando le scarse risorse finanziarie. Il paziente che necessita di una visita specialistica prenota utilizzando il FSE tramite app in ospedale; se le liste di attesa sono lunghe, l’operatore richiede la prenotazione ad una struttura privata convenzionata più vicina alla residenza del paziente. Al termine della prestazione sanitaria, per gli operatori che procederanno con l’inserimento dei dati sanitari nel FSE per il lavoro svolto, si prevede una premialità. Il FSE è il fulcro per consultare, condividere, implementare un protocollo di cura; la qualità dei servizi offerti permette al paziente di ricevere le cure eliminando le distanze territoriali.
Riferimenti bibliografici
Escurolle, G. (2020). Le novità sul Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Stem Mucchi Editore.
Posteraro, N. (2021). La digitalizzazione della sanità in Italia: uno sguardo al Fascicolo Sanitario Elettronico (anche alla luce del PNRR). FEDERALISMI. IT.
Corrado Russo – Dottorando in Rafforzamento della Pubblica Amministrazione attraverso la partecipazione attiva del territorio a beneficio delle fasce deboli della popolazione – Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’
L’Ecosistema della Coesione Territoriale come dispositivo metodologico-digitale integrato per la promozione della Progettualità Partecipativa nella Comunità
L’intervento del Dott. Corrado Russo presenta per la prima volta le potenzialità di innovazione sociale e tecnologica dell’Ecosistema della Coesione Territoriale, teorizzato nell’ambito dell’attività di ricerca del Dottorato dell’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’ in ‘Rafforzamento della Pubblica Amministrazione attraverso la partecipazione attiva del territorio a beneficio delle fasce deboli della popolazione’.
L’ECT traccia nuove prospettive di progettazione partecipativa per l’apprendimento continuo come metodo di formazione-intervento che, a partire dall’attivazione locale del Terzo Settore, stimolano la Pubblica Amministrazione ad evolversi dal modello ecologico a un modello ecosistemico, supportando la comunità nell’ascolto dei propri bisogni per muovere da questi alla definizione di obiettivi il cui raggiungimento è facilitato da un approccio euristico-digitale che integra al contempo strumenti sia partecipativi che razionali, assicurando così autenticità ed efficacia alle buone pratiche locali di sviluppo sostenibile.
Riferimenti bibliografici
Lorenzetto, A. M. (1976). Lineamenti storici e teorici dell’educazione permanente. Studium.
De Carlo, G. (2015). L’architettura della partecipazione. Quodlibet.
McLuhan, M., McLuhan, E., & Hutchon K. (1984). La città come aula. Armando.
Frabboni, F., & Guerra L. (1991). La città educativa – verso un sistema formativo integrato. Cappelli.
Longworth, N. (2007). Città che imparano. Come far diventare le città luoghi di apprendimento. Cortina.
Nanz, P., & Fritsche, M. (2014). La partecipazione dei cittadini: un manuale. Metodi partecipativi: protagonisti, opportunità e limiti. Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Colazzo, S. (2024). Il ruolo del volontariato e del terzo settore nella valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale delle comunità e rischio spopolamento. Mulino.
Manfreda, A. (2022). ACL: un modello innovativo di ricerca-formazione-intervento, in M.R. Re, A. Poce (Cur.). Pensiero critico tra scuola, università e mondo del lavoro. Esperienze innovative di formazione. Edizioni Scientifiche Italiane.
Russo, C. (2024). Il valore della progettazione partecipativa per una nuova scuola generativa di territori inclusivi. Lifelong Lifewide Learning.
Lippi, A. (2022). Modelli di Amministrazione Pubbliche. Mulino.
Hatch, M. (2018). Teoria dell’Organizzazione. Mulino.
Leone, L., & Prezza, M. (2003). Costruire e valutare i progetti nel sociale. FrancoAngeli.

