11 settembre 2023

1. ๐ผ๐‘™ ๐‘‘๐‘–๐‘”๐‘–๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘’ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘™๐‘Ž ๐‘ฃ๐‘Ž๐‘™๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ง๐‘ง๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘‘๐‘’๐‘– ๐‘๐‘Ž๐‘ก๐‘Ÿ๐‘–๐‘š๐‘œ๐‘›๐‘– ๐‘๐‘ข๐‘™๐‘ก๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘™๐‘–, con Ilaria Fiore e Elisabetta De Marco

Negli ultimi anni gli studi sulle organizzazioni e sulle comunitร  si sono interessati sempre piรน al legame che intercorre tra la narrazione e la costruzione sociale della realtร . Mediante le differenti modalitร  di narrazione dellโ€™organizzazione, infatti, รจ possibile scoprire progressivamente le rappresentazioni che i membri della comunitร  hanno dei contesti in cui operano e della realtร  in generale. Lโ€™epoca di incertezza e di profondi cambiamenti in cui i sistemi sociali tradizionali oggi si trovano vanno via via sgretolandosi a vantaggio di societร  piรน fluide e inclusive, aprendo a nuove sfide e alla riformulazione di approcci al patrimonio in grado di rispondere alle piรน recenti esigenze delle comunitร . A tal proposito, il digital storytelling (DST), quale ยซstrumento per dare rilievo a eventi particolari della comunitร ยป mediante la sua funzione di collante sociale e culturale si pone come finalitร  educativa quella di ยซrendere i soggetti consapevoli che una comunitร  รจ inevitabilmente attraversata da interessi differenti, da tensioni e conflittiยป. Lโ€™impiego
del DST, dunque, fornisce la possibilitร  di avvicinare ciascun componente di un gruppo sociale alla propria e altrui cultura e ad un territorio, caratterizzato da tappe evolutive, tracce e reperti. In questo senso, la popolazione parla e discute, mentre il museo diviene lโ€™orecchio di ascolto, coinvolgendo attivamente ciascun membro della comunitร  nella realizzazione di un progetto partecipato in una logica di rete.

Ilaria Fiore, laureata in Scienze della formazione primaria, รจ dottoranda di ricerca in Scienze delle
relazioni umane presso lโ€™Universitร  degli studi di Bari e insegnante di scuola primaria. Collabora
con il Gruppo di ricerca costituito attorno alla Cattedra di Pedagogia Sperimentale del Prof.
Salvatore Colazzo presso lโ€™Universitร  del Salento. I suoi interessi di ricerca riguardano le
metodologie didattiche innovative ed in particolare il digital storytelling per la valorizzazione del
patrimonio culturale immateriale.

Elisabetta De Marco, Ricercatrice in โ€œPedagogia Sperimentaleโ€ (M-PED/04) presso il Dipartimento di Studi Umanistici dellโ€™Universitร  Telematica Unipegaso. รˆ stata ricercatrice presso lโ€™Universitร  del Salento e ha insegnato nel corso di โ€œDidattica generaleโ€ a Lettere Moderne e Classiche e a Scienze della Formazione Primaria. Si occupa di nuove tecnologie per la didattica, di ambienti di apprendimento digitali, di media education e di metodologie didattiche innovative, in particolare, di digital storytelling.

2. ๐‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘– ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘– ๐‘๐‘Ž๐‘š๐‘๐‘–๐‘›๐‘–, con Pina Montinaro

Il territorio non รจ uno spazio anonimo, ma rappresenta il luogo in cui si intrecciano narrazioni e significati assegnati da una comunitร . รˆ il luogo in cui i bambini crescono e maturano la loro sensibilitร  nei confronti del patrimonio materiale e immateriale. Risulta, quindi, di fondamentale importanza rivolgere unโ€™attenzione particolare proprio a loro, affinchรฉ diventino cittadini consapevoli delle potenzialitร  del territorio che abitano e partecipino attivamente alla sua tutela e valorizzazione. E Il T-Play puรฒ sicuramente agevolare tale compito, in quanto metodologia attiva che utilizza il teatro e le arti come strumenti di insegnamento/apprendimento, seguendo un approccio ludico che coinvolge il bambino nella sua complessitร  di corpo, mente ed emozioni.  

Pina Montinaro, Dottore di ricerca in Studi Letterari, Linguistici e Culturali presso lโ€™Universitร  del Salento. Ha collaborato per dieci anni con la cattedra di Letteratura Teatrale Italiana, conducendo e coordinando i laboratori โ€œDal testo alla scenaโ€. Oltre allโ€™insegnamento, la sua attenzione รจ rivolta alla sperimentazione di una nuova metodologia didattica (T-Play) che utilizza le tecniche teatrali e le arti come strumenti per facilitare il processo di insegnamento/apprendimento. Dal 2015 collabora con la cattedra di Pedagogia Sperimentale dellโ€™Universitร  del Salento. Si dedica, inoltre, alla traduzione letteraria e alla scrittura di testi teatrali e racconti per lโ€™infanzia.

3. ๐‘ˆ๐‘› ๐ธ๐‘๐‘œ๐‘š๐‘ข๐‘ ๐‘’๐‘œ ๐‘๐‘’๐‘Ÿ ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘›๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘ง๐‘– ๐‘“๐‘–๐‘ ๐‘–๐‘๐‘– ๐‘’ ๐‘ ๐‘๐‘Ž๐‘ง๐‘– ๐‘‘๐‘–๐‘”๐‘–๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘–, con Salvatore Colazzo

Ecomuseo รจ il risultato di un processo partecipativo, ci diciamo. Processo attraverso cui la comunitร  si autorappresenta, individuando le proprie risorse culturali di tipo materiale e immateriale. Hugues de Varine, che รจ stato colui il quale ha proposto il costrutto di ecomuseo, insiste moltissimo sulla patrimonializzazione come capacitร  di interpretare attivamente la cultura. Attivamente significa creativamente. Non semplicemente, quindi, recupero della memoria, ma soprattutto capacitร  di usare i beni culturali, di ricontestualizzarli, di pensarli cioรจ come opportunitร  dellโ€™oggi. Anzi come opportunitร  per noi e per i nostri figli, poichรฉ una comunitร  รจ questa capacitร  di proiettarsi al futuro, di pensarsi in termini di heritage. I luoghi, gli spazi, e con essi tutte le pratiche quotidiane, relazionali che i membri di una comunitร  disegnano o possono disegnare sono certamente un degli elementi principali di un ecomuseo. Cosa accade quando le tecnologie digitali si connettono ad essi?