25 agosto 2023

1. I dispositivi per la promozione della partecipazione comunitaria, con Corrado Russo e Antonio Di Maglie

Panoramica su quadro teorico in materia di partecipazione e interazione territoriale a livello internazionale ed europeo. Focus su buone pratiche a livello locale, con particolare attenzione alla strategia di rete avviata con università, scuole, ambiti sociali e cittadinanza attiva, dalla radice valoriale alla visione a medio lungo termine come contrasto allo spopolamento e alla disgregazione sociale.

Inoltre verranno raccontate esperienze collaborative particolarmente significative che si sono concretizzate sul territorio italiano, basate sull’amministrazione condivisa. Analizzeremo: l’esperienza di “Rete Terzo Tempo”, fondata dai soggetti del Terzo Settore a Cantù, che partecipa attivamente ai processi locali di co-programmazione degli interventi socio-assistenziali attraverso i Piani di Zona; l’esperienza del procedimento di co-programmazione del Piano Sociale di Zona 2021-2023 del Distretto sociale di Pavia; l’esperienza della co-progettazione nella Città metropolitana di Bologna, le Case di quartiere nel Comune di Bologna. Questo tema sarà affrontato esaminando esperienze locali concretamente avviate negli ultimi anni dagli enti territoriali nell’utilizzo di strumenti collaborativi fra Pubbliche Amministrazioni (PA) ed Enti di Terzo settore (ETS), con lo scopo principale di ricavare indicazioni utili, in termini sia di efficacia ed efficienza, sia buone pratiche, ma anche in ordine ai possibili profili di criticità, in modo da offrire spunti di riflessione e ragionare su eventuali miglioramenti da effettuare.

Corrado Russo ha studiato Filosofia in UniSalento e ha lavorato nel campo delle Risorse Umane in Italia e Regno Unito dopo un Master alla Cattolica di Milano. Specializzato anche in marketing turistico e progettazione europea, ha maturato un’esperienza quindicinale nel campo del turismo esperienziale di incoming a livello internazionale e da circa vent’anni si occupa di processi partecipativi per il Terzo Settore. Da quasi un anno svolge attività di ricerca presso l’Università di Bari “Aldo Moro” su rafforzamento della pubblica amministrazione attraverso la co-programmazione e la co-progettazione con il territorio.

Antonio Di Maglie, Dottore di ricerca in Human and Social Sciences. Collabora con la Cattedra di Pedagogia Sperimentale dell’Università del Salento. Collabora con Espèro (Start Up dell’Università del Salento). Ha condotto e curato la rubrica di educazione motoria e sportiva  Eduinmov (Educazione in movimento), trasmessa su CAME MEDIA Unisalento. Dal 2002 è presidente dell’ASD BoDy  DyMa (Associazione che si occupa di cultura ed educazione allo sport, di pedagogia
dell’allenamento e di pedagogia della salute). Personal Trainer e specialista in metodologie e
tecniche di allenamento. Docente a contratto di “Didattica delle attività motorie” presso Unisalento. Assegnista di ricerca presso Unisalento.


2. La questione di genere nelle comunità rurali salentine tra Ottocento e Novecento, con Anna Maria Colaci

La violenza di genere è un fenomeno che ha profonde radici storiche. Per secoli il ruolo della donna all’interno della società è stato subordinato al genere maschile secondo la tradizionale forma patriarcale che la relegava principalmente al ruolo di moglie e madre escludendola dalla partecipazione alla vita economica, politica e sociale del Paese. Il matrimonio era al centro dell’esistenza delle donne, ma il più delle volte si trattava di un’esigenza esclusivamente economica, nella quale l’amore aveva un ruolo secondario, e frequenti erano i casi di maltrattamenti e violenze all’interno dei nuclei famigliari.
Fra XIX e XX secolo la violenza sulle donne e, in particolare, sulle mogli si formalizzò nei termini di un reato, quello dei maltrattamenti in famiglia, primo passo di una criminalizzazione sempre più capillare della violenza di genere. A partire dalla seconda metà dell’Ottocento, infatti, le discordie domestiche e i casi di violenza arrivarono sempre più frequentemente nelle aule dei tribunali e sulle pagine dei giornali.
La ricerca sulle fonti conservate all’interno dell’Archivio di Stato di Lecce, con particolare attenzione al fondo del Tribunale civile e panale, ci permette di ricostruire la storia della questione di genere all’interno delle comunità rurali salentine a cavallo tra Ottocento e Novecento. Attraverso l’analisi di alcuni casi di maltrattamenti domestici e violenze sessuali in Terra D’Otranto saranno riportati alla luce i mutamenti culturali all’interno della realtà salentina, con riferimento alla normativa vigente e al dibattito sulla condizione femminile in Italia.

Anna Maria Colaci è dal 2001 professore di II Fascia di Storia della Pedagogia presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università del Salento.
Autrice di più di cento pubblicazioni nell’ambito della Storia della Pedagogia, ha collaborato e collabora con numerose riviste scientifiche del settore. Direttrice, dal 2012, della Collana “Pandemonium” (Casa Editrice Milella) e Codirettrice, dal 2020, della Collana “I Mezzogiorni. Percorsi di ricerca storico-educativa” (Casa Editrice Pensa MultiMedia). Partecipa come Relatore a numerosi Convegni Nazionali e Internazionali e organizza, dal 2017, come Responsabile scientifico il Convegno Internazionale di Storia dell’Educazione e della Scuola a Lecce.
Vincitrice del Premio Siped 2022 nel settore M-PED/02 con il volume La voce dei maestri. Cronache e memorie della scuola elementare G. B. Perasso di Brindisi. (1930-1935) per i tipi di Pensa MultiMedia.


3. Il ruolo delle amministrazioni locali nei percorsi di attivazione comunitaria. Il caso del comune di Narni (Tr), con Francesca Agostini

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