Tieghi, M. (2024). Frammenti di Novecento. Testimonianze dell’Agro Pontino e Romano

Rimanendo nei territori dell’Agro Pontino e Romano, arriviamo ora all’ultimo libro che presentiamo questa sera: un volume che accompagna il nostro percorso verso una riflessione più profonda sul rapporto tra territorio e memoria.

“Frammenti di Novecento. Testimonianze dell’Agro Pontino e Romano”, scritto da Mario Tieghi e pubblicato da Avanguardie 21 nel 2024, è un libro che nasce da un gesto tanto semplice quanto prezioso e difficile: ascoltare. Ascoltare le voci di chi ha attraversato il Novecento, di chi ha visto cambiare la terra pontina, di chi ha vissuto la bonifica, la nascita delle città  nuove, le fatiche del lavoro, gli spostamenti, le speranze, le contraddizioni e le trasformazioni profonde di un paesaggio e di una comunità . 

Il testo nasce dal desiderio di ricostruire questi aspetti storici e culturali, ma soprattutto dalla passione dell’autore per le testimonianze dirette delle persone.

Mario Tieghi è professore, giornalista pubblicista e già  sindaco di Sabaudia nel 1993. Tieghi non guarda alla storia come a qualcosa di distante, chiuso nei documenti o nei grandi eventi. La cerca anche nelle voci, nei ricordi di chi ha vissuto i cambiamenti del territorio, nelle parole di chi può ancora raccontare che cosa ha significato abitare quei luoghi e vederli trasformarsi. 

Il volume si costruisce proprio sull’intreccio tra la grande Storia e le piccole storie. La prima parte del libro è dedicata alla ricostruzione storica del territorio: l’autore ripercorre le vicende che hanno segnato la bonifica delle paludi pontine, la trasformazione dell’Agro Pontino e Romano e la fondazione delle cosiddette “città  nuove”. È una sezione che restituisce il quadro storico, politico e sociale dentro cui prende forma uno dei processi territoriali più significativi del Novecento italiano. Nella seconda parte, affianca la Storia alle storie minute, quotidiane. Entrano nel libro le voci delle persone comuni, i ricordi familiari, le esperienze quotidiane, le vite che raramente trovano spazio nei manuali, ma che sono indispensabili per capire davvero un territorio. Sono storie apparentemente minori, non perché abbiano meno valore, ma perché spesso restano invisibili. Eppure proprio in queste narrazioni semplici, dirette, si conserva una parte preziosissima della memoria collettiva. 

Tieghi raccoglie questi racconti e li consegna ai lettori. Lascia emergere la spontaneità  del linguaggio degli intervistati, senza coprire le loro parole con una voce esterna troppo forte. La sua scelta è chiara: restituire il punto di vista di chi ha vissuto in prima persona l’esperienza della bonifica, e quindi la nascita delle nuove comunità , la fatica del lavoro, lo spaesamento, la speranza, il bisogno di costruire una vita in un territorio che stava cambiando.

Una ricostruzione storica, dunque, ma anche un gesto di cura per dire che la storia di un luogo non appartiene solo agli archivi, alle date e ai documenti ufficiali, ma anche alle voci di chi quel luogo lo ha abitato, lavorato, attraversato e amato.

La bonifica delle paludi pontine e la nascita delle città  nuove, infatti, sono spesso raccontate attraverso le grandi categorie della storia nazionale: le opere pubbliche, la trasformazione agraria, la fondazione urbana, la costruzione di un nuovo paesaggio. Questo libro, invece, ci invita ad avvicinarci a quella vicenda da un’altra prospettiva: quella di chi l’ha vissuta nel quotidiano, di chi ha abitato quei luoghi mentre cambiavano, di chi ha partecipato, spesso senza che il proprio nome entrasse nei manuali, alla costruzione materiale e simbolica di un territorio. La bonifica pontina, dunque, non viene presentata soltanto come un intervento sul territorio. Diventa una vicenda umana. 

Tieghi ci consegna un testo prezioso, ma anche un compito: non lasciare che le piccole storie scompaiano, ma riconoscerle come parte essenziale della memoria collettiva. Perché senza queste voci, senza questi frammenti – per riprendere il titolo del libro – anche la grande Storia rischia di restare incompleta.

presentazione a cura di Eleonora Greco

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