Boldrini, M. C. (2025). Gli anni dell’abbondanza. Editrice Nord

Il testo che presentiamo è un romanzo storico che attraversa gli eventi del Novecento, dalla Grande Guerra al fascismo, fino alla ricostruzione del dopoguerra, con lo sguardo di tre donne. Il romanzo racconta la storia della famiglia Contini, una famiglia umile che vive a Valchiara, un piccolo paese del centro Italia affacciato sul mare. I Contini sono conosciuti e rispettati per la loro dedizione al lavoro e la dignità  con cui affrontano le sfide quotidiane, nonostante le difficoltà . La situazione familiare cambia quando Beata, contro la volontà  della madre, decide di lavorare nella Regia Fabbrica dei Sigari. Scopre di possedere un dono raro, l’“abbondanza”. Si tratta di una produttività  straordinaria che la rende amata dalle colleghe e, al contempo, oggetto di attenzione sospettosa da parte dei supervisori. In fabbrica, ad esempio, essendo molto rapida, grazie a questo dono, aiuta le altre sigaraie, passando loro i sigari che lei aveva prodotto. L’abbondanza è una sorta di potere, talvolta benedizione per gli altri e mezzo per riequilibrare la giustizia sociale, altre è una maledizione per lei.È un dono che si trasmette di madre in figlia, manifestandosi in forme uniche in ogni persona che lo eredita: sua figlia Clarice eccelle nel cucito, mentre la nipote Antonia ha la capacità  di offrire preziosi attimi in più a chi si trova sul confine tra la vita e la morte.
L’abbondanza accompagna la famiglia, nel corso delle tre generazioni. Un dono che rischia di svanire ogni volta che un grande dolore colpisce la famiglia, ma le donne Contini non perdono mai il coraggio. Beata, Clarice e Antonia ci offrono un ritratto di donne forti e determinate, capaci di affrontare le avversità .
Il libro si ispira ad una storia familiare, quella della stessa autrice che riconosce la presenza della sua trisnonna all’interno della grande manifattura del tabacco di Chiaravalle, suo paese di origine, in provincia di Ancona. Adele Contini è infatti una delle tante donne che, negli anni, hanno messo a disposizione le proprie rapide e abili mani in un contesto di orgoglio nazionale, riconosciuto soprattutto dallo Stato Pontificio. Chiaravalle vanta infatti l’apertura del primo stabilimento nel 1759, contando su una strategica posizione geografica e su una ferrea e duratura gestione monastica.
La stessa autrice attribuisce un’importanza considerevole alla professione di sigaraia, che ha rappresentato una prima reale occasione di emancipazione e indipendenza femminili. In un podcast dedicato alla descrizione della manifattura come centro di sviluppo economico del Sud Italia, dopo la scoperta dell’America, ricorda infatti i grandi eventi di: auto-tassazione delle operaie per l’alberatura del viale percorso ogni giorno per recarsi al lavoro ed esposto al sole; finanziamento di un viaggio di Maria Montessori (lì nata) all’estero, per motivi di studio; costruzione di “sale di maternità ” come forma di sostegno nei confronti delle madri lavoratrici.
Accanto a questo, però, Maria Costanza Boldrini riconosce le numerose difficoltà  quotidiane alle quali le operaie erano esposte e rispetto alle quali subivano numerose conseguenze sul lato della salute fisica.
Infine, per l’autrice, le vicende della manifattura non sono propriamente spente ma necessitano di essere attenzionate con sguardo vivo e aperto al futuro. Il suo desiderio diventa infatti quello di valorizzare quei grandi spazi creando luoghi di formazione giovanile e di incontro tra comunità  e accademia. Rendere un antico stabilimento luogo di conoscenza e di crescita si abbina perfettamente ai propositi della realtà  Salentina: a Spongano, infatti, l’ex manifattura del tabacco adiacente alla stazione ospita un gruppo di ricerca (P.L.A.C.E.) e un ente del Terzo Settore (Fabbricare Armonie), a conferma della necessità  avvertita di un reale incontro comunitario.
In tal modo, questi antichi luoghi confermano la propria capacità  di creare dialogo, mediante l’incrocio di sguardi, azioni, persone.

presentazione a cura di Angela Mancarella

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